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Cantieri in autostrada, niente firma sui pedaggi gratis: l’opposizione attacca la destra in Regione

Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando e Movimento 5 Stelle chiedevano l’esenzione automatica nei tratti liguri interessati da cantieri e restringimenti. Duro attacco alla maggioranza di centrodestra: «Volta le spalle ai liguri»

Il nodo dei cantieri autostradali torna a incendiare lo scontro politico in Regione Liguria. Al centro del caso c’è l’ordine del giorno presentato dall’opposizione per chiedere l’esenzione automatica del pedaggio nei tratti della rete ligure interessati da lavori, restringimenti di carreggiata e disagi alla circolazione. Un atto che, secondo i gruppi di minoranza, avrebbe dovuto spingere la Regione a farsi parte attiva con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ottenere una forma di compensazione immediata a favore degli automobilisti. La maggioranza di centrodestra non lo ha sottoscritto e la reazione dell’opposizione è durissima.

Ad attaccare sono Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico in Regione e primo firmatario dell’ordine del giorno, Jan Casella, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Orlando Presidente, e Stefano Giordano, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Per i rappresentanti della minoranza, la mancata adesione della destra all’atto è «grave e incomprensibile» e confermerebbe «ancora una volta la distanza siderale della destra dai problemi quotidiani dei cittadini liguri».

Il tema è quello, ormai cronico, delle autostrade liguri trasformate da anni in un percorso a ostacoli. Code, cantieri, scambi di carreggiata, restringimenti, rallentamenti e tempi di percorrenza imprevedibili pesano ogni giorno su chi si sposta per lavoro, studio, famiglia o attività economiche. E il punto politico sollevato dall’opposizione è semplice: se il servizio autostradale è ridotto o fortemente condizionato dai lavori, perché gli utenti devono continuare a pagare il pedaggio pieno?

«Da anni lavoratori, studenti, famiglie e imprese sono costretti a subire code interminabili, restringimenti di carreggiata, deviazioni continue e ritardi che condizionano la vita personale ed economica della nostra regione», dichiarano Sanna, Casella, Pastorino e Giordano. Secondo l’opposizione, la situazione è resa ancora più pesante dal fatto che, «nonostante un servizio fortemente compromesso, i liguri continuano a pagare integralmente il pedaggio». Da qui l’accusa politica: «Davanti a questa evidente ingiustizia, la destra ha scelto di voltarsi dall’altra parte».

L’ordine del giorno non chiedeva un intervento generico, ma una misura precisa: l’esenzione automatica del pedaggio nei tratti autostradali liguri in cui i cantieri comportano restringimenti di carreggiata. Una proposta che l’opposizione presenta come un atto di buon senso, pensato per evitare che il disagio venga scaricato interamente sugli utenti. «Chiedevamo una misura semplice: che la Regione si facesse parte attiva presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per introdurre l’esenzione automatica del pedaggio nei tratti interessati da cantieri che comportano restringimenti di carreggiata», spiegano i gruppi di minoranza.

Il passaggio più duro riguarda il giudizio sulla maggioranza regionale. Per Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando Presidente e Movimento 5 Stelle, il no alla sottoscrizione dell’ordine del giorno dimostrerebbe uno scollamento profondo tra chi governa la Regione e chi vive quotidianamente le conseguenze dei cantieri. «Il rifiuto della maggioranza dimostra quanto sia profondo lo scollamento tra chi governa la Regione e la realtà vissuta dai liguri», affermano i consiglieri di opposizione. Poi l’affondo: «Evidentemente per la destra va bene continuare a chiedere ai cittadini di pagare per un servizio ridotto, senza pretendere responsabilità da chi gestisce le infrastrutture e senza mettere in campo alcuna forma di compensazione automatica per i disagi subiti».

La battaglia sui pedaggi si inserisce in una questione più ampia, che da anni condiziona la mobilità ligure. La rete autostradale regionale, stretta tra manutenzioni, cantieri, viadotti, gallerie e nodi strategici per il traffico merci e passeggeri, è uno dei punti più sensibili per la vita economica della Liguria. Ogni rallentamento non incide solo sui singoli automobilisti, ma anche sulle imprese, sulla logistica, sul turismo e sui collegamenti interni tra le province. Per questo l’opposizione chiede che il tema non venga trattato come una normale difficoltà temporanea, ma come una condizione strutturale che richiede indennizzi automatici e non iniziative occasionali.

La richiesta di esenzione automatica, nelle intenzioni dei firmatari, servirebbe proprio a evitare una trattativa caso per caso e a introdurre un principio chiaro: quando la carreggiata è ridotta per i cantieri e il servizio non è pienamente garantito, il pedaggio non deve essere pagato integralmente. L’opposizione chiede alla Regione di assumere un ruolo politico più netto verso il Governo e verso i gestori autostradali, facendo pressione perché i disagi non restino senza conseguenze economiche per chi amministra e gestisce le infrastrutture.

La maggioranza, non sottoscrivendo l’atto, ha scelto una linea diversa. L’opposizione interpreta questa decisione come una chiusura rispetto a una misura che avrebbe parlato direttamente ai cittadini. «Noi continueremo a batterci. I liguri hanno già pagato abbastanza», concludono Armando Sanna, Jan Casella, Gianni Pastorino e Stefano Giordano.

Il confronto resta quindi aperto. Da una parte c’è la richiesta di trasformare i disagi autostradali in esenzioni automatiche e immediate; dall’altra una maggioranza che non ha aderito all’ordine del giorno. Nel mezzo ci sono i liguri che ogni giorno attraversano tratti di autostrada segnati dai cantieri e che, per l’opposizione, continuano a sostenere un costo pieno per un servizio che pieno non è.


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